L'Europa accelera e punta a ridurre del 30%, e non più del 20%, le emissioni di CO2 entro il 2020. La richiesta a sorpresa viene da Francia, Germania e Gran Bretagna che rivolgono alle pagine del Financial Times un commento firmato dal ministro dell'ambiente francese Louis Borloo, dall'omologo tedesco Norbert Roettgen, e dal segretario al cambiamento climatico inglese Chris Huhne. "L'Unione europea dovrebbe aumentare il suo obiettivo sul taglio delle emissioni. Una riduzione del 30% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020 rappresenterebbe un vero incentivo per l'innovazione e l'azione nel contesto internazionale", scrivono i tre.
Inoltre, i tre esponenti governativi ricordano che i costi per passare da un taglio del 20 a uno del 30 sono inferiori alle aspettative (48 miliardi di euro anzichè i 70 previsti), in quanto la crisi ha già ridotto di fatto le emissioni. "Il passaggio al 30% è ora stimato costare solo 11 miliardi di euro in più che il costo originale per il raggiungimento della riduzione del 20%"
Lavori green
Diverse le misure che gli Stati membri UE potrebbero introdurre per il raggiungimento di questo nuovo obiettivo. Tra queste troviamo la mozione della parlamentare tedesca UE Elisabeth Schroedter (Greens/EFA, DE), la quale ha proposto una bozza di risoluzione che punti alla creazione di posti di lavoro green. Secondo quanto contenuto nella risoluzione, adottata mercoledì 14 luglio dalla Commissione impiego e affari sociali europea, l'UE, entro il 2011, avrebbe bisogno di una strategia per incoraggiare la creazione di posti di lavoro green. Per questo motivo dovranno essere adottati sistemi di istruzione e formazione che incentivino e "insegnino" questi nuovi tipi di lavoro.
La strategia
La risoluzione invita perciò la Commissione a proporre una strategia che favorisca questo tipo di occupazione e a sviluppare politiche specifiche per facilitare la transizione verso una economia green, soprattutto attraverso la riqualificazione dei lavoratori e l'inverdimento dell'industria europea.
Fondi
Per riuscire a raggiungere questo obiettivo, gli Stati membri dell'UE potranno avvalersi dell'European Globalisation Adjustment Fund, fondo utilizzato anche per realizzare gli obiettivi imposti dalla Strategia europea del 20-20-20 (30). Inoltre, gli Stati potranno avvalersi anche dei fondi dell'European Structural Funds e del Cohesion Fund.
Incentivi per le imprese
Infine, sarà necessario, secondo i membri del parlamento europeo, introdurre un sistema di incentivazione che induca le imprese a investire di più nelle tecnologie pulite. Questo sarà possibile con la creazione di un efficiente sistema di finanziamento e sgravi fiscali che aiuti le piccole-medie imprese ad orientarsi verso l'occupazione e la produzione verde.
Voce fuori dal coro
Di diverso parere uno studio elaborato dall'Istituto Bruno Leoni, dal quale risulta che gli investimenti in rinnovabili e in posti di lavoro green sono addirittura dannosi. Secondo la ricerca infatti un posto di lavoro nel settore delle fonti di energia rinnovabile costa poco meno di cinque posti di lavoro nell'economia generale ed è pari a quello di sette posti di lavoro nel settore industriale.